Formazione
 
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Gruppi di lavoro: [Alimentazione] [Genitorialità] [Bioetica de quotidiano]


Alimentazione

L’alimentazione non è solo una necessità “biologica” ma un atto ricco di significati socio-culturali e che coinvolge molti aspetti della nostra vita. Mangiare bene poi vuole dire crescere bene e prevenire malattie anche gravi.
Tuttavia è un argomento “trascurato”. Qualche foglietto al momento dello svezzamento e dopo l’anno la classica frase “ormai può mangiare quello che mangiate voi” che chiude ogni possibilità di approfondimento.
Partendo da queste riflessioni si è costituito all’interno dell’ACP un gruppo di lavoro che ha deciso di approfondire il tema. Non solo per aggiornare le (scarse) conoscenze ormai datate, ma anche per elaborare un approccio nuovo, preparando del materiale da poter usare nei nostri ambulatori.

Il materiale che segue è stato suddiviso per comodità tra quello destinato al pediatra e quello da consegnare alle famiglie, e viene elencato nell’ordine in cui, a parere degli estensori, andrebbe letto.

Vi saremo grati se ci segnalerete le vostre impressioni, l’uso che ne fate, se l’avete trovato utile, quali modifiche (o difficoltà) avete da suggerire.

Il GRUPPO “ALIMENTAZIONE è così composto:
Referente: dott. Lucia Panfani.
Partecipanti: dott. Patrizia Baldi, dott. Maria Cristina Besse’, dott. Maurizio Carpignano, dott. Chiara Guidoni, dott. Danielle Rollier
Consulenti: prof. Bruna Santini, dott. Giovanna Paltrinieri, dott. Maria Pia Morgando, dietiste: Silvia Franco e Roberta Cavagna

Attenzione: stiamo valutando la possibilità di elaborare una versione dei documenti che sia adatta ad essere inserita nell'agenda di salute del bambino e che potremmo fare stampare in tipografia. Se sei interessato inviaci un'email (segreteria@acpovest.it) o ricollegati al sito nei prossimi mesi

 Per il medico
 Riflessioni sull'alimentazione
 La prima pappa
 Raccomandazioni per una vita sana
 La piramide degli alimenti da 1 a 6 anni
 La piramide degli alimenti dopo i 6 anni
 Grammature per i bambini 12-36 mesi
 Porzioni in pugni

 Per le famiglie
 La prima pappa
 Raccomandazioni per una vita sana
 La piramide degli alimenti da 1 a 6 anni
 La piramide degli alimenti dopo i 6 anni

 Bibliografia essenziale
° Linee Guida INRAN Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione. 2003 www.inran.it
° Documento WHO: Diet nutrition and prevention of chronic diseases. Marzo 2001 (per scaricare il file in pdf clicca sulla freccia)
° Linee Guida WHO Europe: CINDY dietary guide
° S.Pizzuttelli: Allergologia per il pediatra. Appunti, ed Editeam
° Dire, fare, gustare. Slow food Ed. www.slowfood.it
° L'alimentazione a colpo d'occhio: una nuova strategia per la gestione dei consumi critici di snack, ortaggi e frutta un bambini e adolescenti con eccesso ponderale. Franco Bagagli, Lucia Bioletti, Teresa Denise Spagnoli. Materiale del corso di formazione - ASL 5 - Collegno
° Tecniche innovative per la sorveglianza nutrizionale e l'educazione alimentare: la dietetica per volumi. O. Sculati, T.D. Spagnoli, M.Sculati, M. Formigatti, A.Sabbatini, L.Bolesina.Ann.Ig.  2003 ;15:135-146

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Genitorialità

Si è costituito un gruppo per dar seguito ad una delle priorità dell'ACP, il sostegno alla genitorialità, nella convinzione che gli interventi che sostengono le relazioni genitoriali, sono fattori potenti di equità sociale, aiutano lo sviluppo cognitivo ed emotivo, hanno effetti positivi sul benessere del bambino, tanto di più quanto più sono precoci: sono cioè determinanti nel promuovere la salute globale.
L'ACPO, associazione di pediatri che devono occuparsi del bambino nella sua globalità, deve prepararsi a questo compito, anche per la posizione privilegiata che hanno i pediatri nel poter incontrare i bambini nelle prima fasi della vita con i loro genitori. Gli scenari con i quali la genitorialità deve confrontarsi oggi sono sempre più complessi e diversi, e i cambiamenti avvengono con sorprendente velocità.
Scenari quali:
• famiglie totalmente cambiate rispetto ai loro riferimenti tradizionali
• famiglie monoparentali per scelta, consapevole o no, per separazioni e divorzi in aumento
• famiglie omosessuali
• famiglie provenienti da altri paesi e culture
• famiglie con figli nati da procreazione medicalmente assistita, da congelamento degli embrioni
• ........ e tanti altri modi di essere “ famiglia” oggi pongono gli operatori dell'infanzia e dell'adolescenza di fronte a problematiche nuove - famiglie e bambini con bisogni nuovi e diversi - che non conoscono e alle quali non sanno dare adeguate risposte.

Obiettivi del gruppo
- Confrontarsi sul tema dalla genitorialità con l'aiuto di esperti di settori diversi (sociologia, psicologia, antropologia, pedagogia...), per raggiungere una maggiore consapevolezza e conoscenza del problema, e per avere preparazione e strumenti che siano di aiuto nel lavoro quotidiano.
- Confrontarsi con operatori di varie professionalità per favorire una riflessione comune su questo tema che richiede inevitabilmente approcci integrati e multidisciplinari
- Progettare momenti formativi rivolti ai pediatri e a tutti gli operatori che lavorano in questo campo, per avere una formazione coerente alle nuove necessità e un linguaggio comune.

Iniziative in corso
- Ricerca di carattere sociologico in ambito pediatrico In collaborazione con la Prof. Anna Rosa Favretto, sociologa, dell'Università del Piemonte Orientale, e la dott. Francesca Zaltron, antropologa dell'università di Padova abbiamo impostato una ricerca dal titolo: “Genitori, bambini e pratiche quotidiane di cura. Il ruolo della pediatria nella costruzione delle rappresentazioni della “ genitorialità adeguata”.
La ricerca, attraverso interviste semistrutturate con i genitori e focus group con i pediatri, si propone essenzialmente 3 obiettivi:
- conoscere quali sono le più comuni rappresentazioni che padri e madri hanno del loro essere genitori e attraverso quali saperi e pratiche i genitori arrivino a definire il benessere dei bambini e le rappresentazioni di salute e di malattia;
- conoscere le caratteristiche dei saperi: i saperi pratici, rintracciabili nelle pratiche quotidiane, e i saperi teorici, intesi come l’insieme di valori, aspettative, norme enunciate o implicite che si rielaborano a partire da contenuti trasmessi da saperi esperti, per via intergenerazionale, dai media, dalle reti prossime;
- conoscere le aspettative che i pediatri nutrono nei confronti dei genitori impegnati nei compiti di cura, i confini delle competenze che attribuiscono a se stessi e ad altri saperi esperti, le pratiche poste in essere per orientare il comportamento genitoriale.

Per questa ricerca è stato richiesto e ottenuto un finanziamento alla Compagnia di S. Paolo: il lavoro di organizzazione proseguirà nei prossimi mesi per poter avviare la ricerca in autunno.

Convegno con la dott.ssa Manuela Lavelli

Durante il lavoro di ricerca e letture che il gruppo ha seguito in questi mesi, ci si è imbattuti nel testo “Intersoggettività. Origini e primi sviluppi”.
La lettura di questo libro ci ha portati al progetto di una giornata di approfondimento con la stessa autrice, dal titolo:
“Bambino e genitori: storia di una relazione che costruisce la mente”
La lettura di questo libro pone numerosi interrogativi:
“Perchè studiare le relazioni del bambino molto piccolo?
In quali modi le relazioni concorrono a strutturare, anche biologicamente, il cervello del bambino?
Quando il neonato inizia a stabilire un contatto mentale?
Quando e come, nel corso del primo anno di vita, inizia a percepire che le sue esperienze possono essere comprese e condivise?
Quando e come sviluppa la capacità di comprendere e di condividere, a propria volta, le emozioni, l’attenzione e le intenzioni di chi gli sta attorno?
Come evolvono le relazioni che è in grado di instaurare?
Come rapportarsi quindi con lui via via che cresce?
L’Autrice ci presenterà i risultati di recenti ricerche sullo sviluppo sociale del bambino e commenterà filmati di interazioni madre-bambino che ci permetteranno di affinare la nostra capacità di osservazione e comprensione dell’emergere ed evolversi della capacità del neonato di percepire se stesso e gli altri come soggetti dotati di vita mentale. Potremo così diventare più capaci di aiutare i genitori a capire meglio i loro figli, a entrare più facilmente in contatto con loro, e a trovare soluzioni per i normali problemi di gestione del bambino quali sonno, alimentazione, autonomia.

Referente gruppo genitorialità: Dott. Danielle Rollier e-mail drollie@tin.it - cell. 349 6121054

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Bioetica del quotidiano


Referenti: dott. Roberto Lala (endocrinologo pediatra, malattie rare), dott.ssa Chiara Guidoni (PdF)
Partecipanti: dott.ssa Ilaria Lesmo (antropologa), dott.ssa Patrizia Levi (PdF), dott.ssa Maria Merlo (PdF), dott. Paolo Morgando (PdF), dott. Ivo Picotto (PdF), dott.ssa Danielle Rollier (PdF)

Qual può essere il fine di un lavoro sulla bioetica del quotidiano?
Promuovere l’idea che nella nostra attività quotidiana esistono scelte che richiedono un pensiero, un approfondimento.
Ogni giorno nel rapporto continuativo tra pediatra, bambino e famiglia, in cui il pediatra viene coinvolto come parte della storia della famiglia, si devono fare delle scelte: nel dire/non dire, nell’investire il bambino di competenze o no nell’intervenire o no all’interno di problematiche intrafamiliari dove girano tante idee (padre, madre, nonni …) anche molto diverse, anche all’interno di grandi problematiche come trapianto /non trapianto, malattie gravi, sindromi genetiche…
Se il pediatra ha come riferimento il bambino e la famiglia, va valutato come la famiglia si colloca in relazione al pediatra: di fronte alle scelte vanno offerte delle possibilità di scelta si deve capire chi decide, chi ha il potere di fare delle scelte. Ci sono casi o momenti in cui si deve rinunciare a fare cose giuste dal pdv medico se in quel momento, per quella famiglia, per quel bambino non hanno senso si deve assumersi il rischio di fronte a bambini che per salvare un poco della loro vita hanno bisogno di un qualcosa (es. certificato per attività sportiva anche agonistica …)?
Si deve valutare con chi condividere, come applicare anche linee generali di comportamento quando la famiglia pone dei limiti (es. pubertà precoce/sessualità nei bambini: chi ne parla? chi e come si tutela la privacy? chi dice ai figli – nel senso di comunicazione di diagnosi – quello che hanno? A volte i genitori non dicono ai figli…). Avere consapevolezza di come fare, di chi prende le decisioni è giusto mentire per proteggere la famiglia a scapito della società? Dialettica fra il rispetto dell’individuo e il sociale: è vero che il pediatra è quello che conosce meglio la famiglia? Spesso ci ritroviamo ad avere idee diverse tra professionisti su una stessa famiglia: come conosciamo il bambino? La dialettica fra i vari operatori può essere di aiuto nelle decisioni quando della famiglia abbiamo in mano strumenti magari poveri, anche falsati, quando non abbiamo capito nulla. Comunque è compito del medico: ad un certo punto deve “fare”, anche se non conosce, anche se non sa tutto, una posizione ad un certo punto va presa. Altri ti possono dare una mano, ma come fare a valutare la competenza genitoriale? Valutare un genitore vuol dire sapere quanto è capace di avere il “miglior interesse” per il bambino. E questa potrebbe essere la sfida di questo lavoro.

Si ipotizza di poter lavorare a partenza dai casi che incontriamo tutti i giorni: quello che facciamo tutti i giorni, anche automaticamente, è etica, ma quali strumenti ti chiedono i casi?
Si pensa possano essere gli stessi casi a proporti gli strumenti, anche se casi banali, ma significativi. Fra i casi che porteremo vedere quale di questi si presta maggiormente e lavorarcie tutti facendo ricerche in base alle domande che lo stesso caso pone. Avere come obiettivo il “best interest” e l’”autonomia” del bambino. L’”autonomia” del bambino quando inizia? Come si declina? Chi ne ha la tutela (genitore – medico)? Da qui la privacy… Su questi temi non c’è nulla di definito, non ci sono fonti.

Differenze tra etica e deontologia
Etica > piano filosofico
Diritto > derivazione sociale dell’etica
Deontologia > regole che si danno ordini professionali che dovrebbero derivare dall’etica

Il gruppo si trova con una frequenza mensile dal marzo 2010 ed organizza per il 9 aprile 2010 a Torino presso la Galleria di Arte Moderna, via Magenta 51, un convegno in cui verranno riportate le riflessioni di questo anno di lavoro. [Vedi locandina del convegno]